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Prodotti Idee bagno Sauna Intervista con EOOS

eoos_620.jpgEOOS EOOS ha disegnato la prima sauna di Duravit
Il trio di designer viennesi EOOS, noto per le sue creazioni nel settore cucina, all’ISH 2009 ha fatto di nuovo parlare di sé nel settore del bagno: EOOS ha infatti creato “Inipi”, la prima sauna che Duravit vuole far uscire dalla cantina per trovare posto nel bagno o persino in salotto. EOOS e Duravit hanno investito ben 4 anni in questo progetto. “Quando si sviluppa un progetto per 4 anni consecutivi, c’è il pericolo di perdere l’anima dell’oggetto da realizzare”, ha affermato Martin Bergmann durante una visita nello studio di Vienna. Ma in questo caso i tre designer, la cui specialità è trarre ispirazione della forza dei modelli arcaici per le loro creazioni, non hanno perso di vista l’anima del progetto, anzi l’hanno trovata nel processo creativo. Una nascita lenta che però si è sviluppata in tappe ben chiare: per primo è nato il concetto di spazio e solo dopo l’idea.

Un nuovo concetto di postura per la sauna
“Le istruzioni di Duravit erano molto semplici: dovevamo creare un modulo wellness di superficie ridotta”, racconta Gernot Bohmann. Il primo approccio di EOOS è stato semplicemente quello di far uscire la vasca dal bagno e sostituirla con la sauna. “A quel punto abbiamo iniziato costruendo una scatola e pensando a cosa potevamo metterci dentro”, afferma Harald Gründl, il terzo membro di EOOS. Da questo studio è nato uno spazio minimale che da un lato è completamente aperto e dall’altro possiede una parete posteriore immersa nella luce. Partendo da questo angolo ad L hanno iniziato a cercare soluzioni innovative per gli interni. Il risultato è una disposizione degli elementi su più livelli che creano così un “paesaggio a terrazze che suddivide le panche in modo completamente nuovo”. Su una base di 235x117 cm per un’altezza di 222 cm possono così trovare posto al massimo 4 persone sedute o due sdraiate. Ed è possibile sedersi anche uno di fronte all’altro. Ma la questione non era solo il numero di persone, ma anche la qualità delle singole posture. Harald Gründl ha persino studiato accuratamente in che misura determinate posture, combinate con un’adeguata concentrazione, possano aiutare a raggiungere livelli diversi di coscienza. “Ma è un fattore del tutto personale”, conviene Gründl. In ogni caso è convinto che questo “concetto di postura nella sauna” offra la possibilità di avere una gamma più ampia di posizioni rispetto  alla convenzionale suddivisione interna delle saune. 

Liberare lo spazio
A questo punto, EOOS aveva creato sì lo spazio per quattro persone ma non ce n’era più per la stufa. Per un progetto precedente, EOOS aveva lavorato a stretto contatto con un tecnico della ventilazione “già abituato ad avere a che fare con noi”, racconta Bergmann sorridendo. I tre designer hanno quindi discusso l’idea con lui e infine costruito insieme un prototipo di stufa. La prima soluzione era semplicemente un bollitore fissato in alto. Da questo bollitore è poi partito lo sviluppo di una singolare tecnica caratterizzata dal fatto di riuscire a realizzare funzioni complesse senza rendere niente visibile. Nell’attuale versione finale tutti i componenti tecnici sono montati su un supporto estraibile, che è completamente nascosto dietro il pannello in legno apribile nel prolungamento della parete laterale. In questo modo i comandi, la stufa con il ventilatore e l’evaporatore sono sempre accessibili, ma mai visibili. Qui trova posto anche il serbatoio dell’acqua per la funzione aufguss (gettata di vapore). In poche parole: “In questo modo abbiamo avuto tutto lo spazio libero necessario per il concetto di postura da noi ideato”.

Un'indagine storico-culturale
Una volta risolta la questione dello spazio, EOOS ha avviato un’indagine storico-culturale: “Abbiamo indagato su come si suda nelle altre culture del mondo.” Il trio ha così scoperto che in tutte le culture è sempre presente la medesima immagine: una pietra arroventata veniva trasportata su un palco di corna di cervo all’interno del luogo in cui si doveva sudare. “Abbiamo ritenuto che fosse un’immagine fantastica e gli Indiani Lakota, in particolare, la legavano ad un loro importante e coinvolgente rituale”, racconta entusiasta Bohmann: “Questa pietra arroventata è stata per noi la vera storia.” L’essenza di questo antico rituale, dell’istinto, doveva essere messa a confronto con le nuove tecnologie e un mondo completamente diverso. Il risultato è questo: oggi una seduta nella sauna Duravit inizia proprio con una pietra sotto forma di telecomando con display attraverso cui vengono comandate tutte le funzioni: temperatura, umidità dell’aria, luce colorata e sistema audio, tutto può essere regolato a piacere mediante la “pietra” telecomando. Le combinazioni preferite possono anche essere salvate come profili utente. Inoltre, sono già preimpostati scenari diversi tra cui scegliere. E quando la pietra è posizionata sul caricabatterie un alone luminoso circonda il telecomando: la pietra viene “riscaldata” e caricata di energia.

Luce orizzontale laterale
Nella sua ricerca storico culturale, EOOS ha scoperto anche qualcos’altro: che si tratti di una buca nel terreno o di una capanna, i luoghi scelti per costruire una sauna avevano sempre un’apertura attraverso cui filtrava la luce, che entrava lateralmente ed orizzontalmente. Questa apertura permetteva allo stesso tempo di “osservare l’esterno”. EOOS ha interpretato questo contatto visivo con il paesaggio esterno come importante caratteristica, ricerca consapevole di contatto, comunicazione cosciente con il mondo circostante. I designer hanno trasferito la luce laterale su una parete interamente in vetro. La parete posteriore di Inipi è immersa nella luce, si illumina di diversi colori ed irradia una luce intensa. La parete frontale è trasparente e consente così uno sguardo costante sul “paesaggio” esterno.

Bergmann ama in modo particolare questo aspetto di essere in continua comunicazione con il mondo esterno dall’interno della sauna e sogna di poter un giorno posizionare una sauna in giardino, un giardino con vista sulle Dolomiti. Bohmann, in modo più pragmatico, metterebbe volentieri la sua sauna direttamente in ufficio, in modo che tutto il team possa rilassarsi dopo il lavoro. E Harald Gründl? Preferisce “avere meno prodotti EOOS possibili” a casa. Un grosso sbaglio secondo i suoi colleghi. Forse sono proprio le differenze di pensiero a mettere le ali al trio viennese ogniqualvolta si confronta con il tema design, esattamente come il cavallo alato della mitologia greca da cui prende il nome.

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